Storia della Dimora nobiliare di Wilkowice

PARTE I

Con la denominazione Dimora nobiliare di Wilkowice s’intende il complesso di edifici, il parco adiacente e i terreni agricoli, e, in senso lato, l’insieme di progetti finalizzati al. continuamento della tradizione negli interni restaurati della dimora e negli spazi verdi circostanti, nonchè la loro cornice culturale e artistica.

La dimora nobiliare di Wilkowice fu costruita verso il 1850 per volontà di Leonard Wilski. È un edificio storico in stile neoclassico, eretto in mattone su pianta rettangolare allungata. Originariamente comprendeva solo l’attuale parte centrale a sette assi con l’avancorpo coronato da una parte superiore triangolare e con un portico a due colonne che sorregge una terrazza al piano.

Faceva parte della struttura anche il portale di accesso a tre pilastri, anch’esso in stile neoclassico. Il portale, ricoperto da intonaco, è ornato da fregi, pigne e ghirlande.

La Dimora nobiliare di Wilkowice è iscritta al registro dei monumenti al numero 594/83. La superficie dell’edificio occupa circa 2000 m2. È situata a 80 chilometri da Varsavia e a 67 chilometri circa da Łódź.

Attualmente la dimora nobiliare di Wilkowice è una costruzione composta da una parte a pianterreno con sottotetto abitabile e da una parte a un piano su quattro assi. Il solaio è particolarmente bello, con frammenti di tetto a scandole (tegole di legno), dove pendevano sempre erbe essiccate. Creano atmosfera anche le cantine con alt volte situate sotto l’intero edificio. Il pianterreno è movimentato grazie a un avancorpo a un piano con parte superiore triangolare, ornato da un portico a due colonne che regge una terrazza all’altezza del sottotetto. La terrazza, collocata sul retro della dimora, con copertura sorretta da quattro pilastri, costituisce un legame naturale dell’edificio con l’impianto del giardino. Una scala porta al sottotetto abitabile e al primo piano. Il pianterreno della residenza è coperto da un tetto a tre spioventi, il primo piano da un tetto a quattro spioventi1. All’interno, nel salotto vi sono due colonne caratteristiche toscane, grazie a cui la sala fu denominata Sala delle Colonne. Nel palazzo si trovano soffitti di legno con resti di stucchi decorativi, in base ai quali fu restaurato tutto il complesso di stucchi e di fregi che decora la parte storica della casa.

La residenza è circondata da un parco paesaggistico della metà del XIX secolo, modificato nel 1910 come il parco nella vicina Rossocha, su progetto di Stefan Celichowski.

Nel ventennio tra le due guerre mondiali, verso il 1925, Tytus Wilski (figlio di Ignacy, nipote di Leonard) ampliò la Dimora nobiliare di Wilkowice. Di conseguenza è sorta l’attuale struttura dell’edificio con superficie di 2 mila metri quadri. Su pianta quasi quadrata fu costruito in mattoni un edificio di servizio attinente al palazzo, a un piano, a quattro assi.

Su un alto scantinato vi è una dipendenza a un piano, in tre segmenti, con tetto a quattro spioventi dalla parte settentrionale, con copertura catramata. Possiede solai di legno e pavimenti tavolati. Costituisce un elemento interessante la scala con balaustra a colonnine. In base all’unica colonnina originaria conservata venne ricostruita l’intera balaustra, che recuperò così l’antico fascino.

PARTE II

La storia della famiglia a cui apparteneva il paese Wilkowice ha origine nel XV secolo. Il capostipite, nominato nelle fonti storiche fu il giudice della terra di Rawa, consigliere comunale e procuratore di Varsavia negli anni 1491 –1516 Piotr Wilk. Un altro membro della famiglia citato negli annali fu Aleksander Wilk, rappresentante del voivodato di Rawa alla dieta elettiva di Giovanni III Sobieski.

Nel 1799 Henryka Katarzyna di casa Fergass Tepper coniugata Arndt comprò Wilkowice da Wilhelm August Arndt. Successivamente, in seguito alla sua morte avvenuta il 3 marzo 1834, i beni furono ereditati dai sei figli, unici successori (atto notarile nel giugno 1836) – da Filipina Maria nata Arndt coniugata Tahufin, Konstancja Eleonora, Piotr Wilhelm, Zofia Maria, Piotr Jan, Paweł Dawid. Nel 1836 tutto il partimonio fu vinto all’asta da Leonard Wilski.

Alla fine del XVIII secolo la seconda parte della tenuta Wilkowice apparteneva a Jan Kozłowski. Nel 1807 Franciszek Kozłowski acquisì il patrimonio da Jan Kozłowski. Dopo la morte di Franciszek Kozłowski in data 29.04.1830 la proprietà fu ereditata da sette „successori” cioè da Jan, Tomasz, Teodor, Andrzej, Piotr e Balcer Kozłowski (figli) e da Julianna Kozłowska in Chrapkiewicz. Jan Kozłowski e Julianna Kozłowska in Chrapkiewicz vendettero la loro parte dei beni a Jakub Sokolnicki. Nel 1835 Andrzej e Piotr Kozłowski vendettero la loro parte a Paweł Rostkowski. Così i beni diventarono proprietà di Jakub Sokolnicki, Paweł Rostkowski, Tomasz, Teodor e Balcer, fratelli Kozłowski. Nel giugno 1836 Tomasz Kozłowski vendette la propria parte a Paweł Rostkowski, che a sua volta, nello stesso anno, vendette la propria parte a Jakub Sokolnicki. Nel luglio 1836 Jakub Sokolnicki comprò all’asta la parte appartenente a Franciszek Kozłowski. Nel luglio 1837 Leonard Wilski comprò i beni da Jakub Sokolnicki. Nel 1875 divenne proprietario di Wilkowice Ignacy Wilski. Poi, fino alla riforma agraria, proprietario di Wilkowice fu Tytus Leonard Wilski, figlio di Ignacy e di Albina di casa Sokolnicka, il quale contrasse matrimonio con Maria Montwiłł, nella cattedrale di Vilnius, in data 20 febbraio 1903. Maria morì nel 1930. 2.



Nel 1926 Tytus Wilski trasmise al villaggio Wilkowice una parte del terreno, sulla quale fu costruito l’edificio dei vigili del fuoco volontari.

La dimora nobiliare restò nelle mani della famiglia Wilski fino alla fine della II guerra mondiale. Gli ultimi proprietari furono: avvocato Tytus Jerzy Wilski, caduto il 5 ottobre 1939 nella battaglia di Kock, e suo suocero Tytus Wilski, che lasciò il palazzo nel 1946.





Durante la guerra la Dimora nobiliare di Wilkowice fu rifugio per molti esponenti della cultura, dell’arte, della scienza e del business polacco. Vi soggiornarono, tra gli altri: il pianista Henryk Sztompka, la cantante Wanda Roesler – Stokowska con le figlie, il futuro rettore dell’Accademia di Medicina Dąbrowski e la possiedente Krystyna Strzembosz. Sotto pseudonimo vi si nascosero anche la moglie, la figlia, il figlio e la nipote del generale Anders. Proprio qui nacque la leggenda del suo ritorno su un cavallo bianco e della liberazione della Polonia dall’occupazione.

Nell’agosto 1941, in seguito alla nomina del Generale Władysław Anders al comando dell’Armata Polacca, sua moglie Irena, nata Jordan - Krąkowska, per ragioni di sicurezza sotto lo pseudonimo di Irena Miłosz, partì per la tenuta Wilkowice di Skierniewice, appartenente alla famiglia Wilski. A quell’epoca Tytus Wilski era membro all’associazione Arkonia. Fuggendo dalla Gestapo anche la figlia del Generale Anders – Hanisia, insieme alla figlia Ewa, partirono per la Dimora nobiliare di Wilkowice.





„Devo ammettere che da quel momento fino alla fine della guerra fu per noi una casa veramente familiare, alla quale ritornavamo sempre con la massima gioia.”
„ A Wilkowice si mettevano a tavola almeno 40 cosiddetti residenti, cioè parenti amichevoli, conoscenti e sconosciuti, che, cacciati dalle loro case dai Tedeschi, cercavano rifugio. Presidente Tytus Wilski e sua figlia Alusia ricevevano tutti a braccia aperte. Vi incontrai, tra l’altro, Zosia Gutowska, con due figli. La nostra Ewunia si sistemò nella camera dove abitavano Maryjka e Krysia Strzembosz, imparentate con i proprietari, i nipoti del pittore Wierusz –Kowalski, che erano all’incirca l’età di Ewa.”3
Anna Anders-Nowakowska - Figlia del Gen. W. Anders

„Nella tenuta di mia zia Aleksandra Wilska, a Wilkowice, provincia di Rawa Mazowiecka, trovarono rifugio – per un periodo più o meno lungo – moltissime persone (vi soggiornò il pianista Henryk Sztompka, la cantante Wanda Roesler – Stokowska con le figlie, il futuro rettore dell’Accademia di Medicina Dąbrowski e tanti altri). Per un certo periodo di tempo rimase a Wilkowice la moglie di Anders, che si presentava come Irena Miłoszowa con la figlia Hanisia e con il figlio Jerzy (che malato di scarlattina mi insegnava la tavola pitagorica). Vi era anche la nipote del gen. Anders, figlia di Hanisia, Ewa che aveva due o tre anni e abitava con me (allora settenne) e con la mia sorella minore nella stessa camera.”4
Maria Strzembosz, Varsavia

Riconquistata l’indipendenza e preso il potere dal governo comunista, la Dimora nobiliare di Wilkowice fu confiscata dallo Stato e nel corso dei successivi decenni svolse diverse funzioni (scuola, cooperativa agricola, posta) in uno stato di sempre maggiore degradamento, situazione che è perdurata, aggravandosi, fino al 2006.





PARTE III

Oggi il complesso composto dalla Dimora nobiliare e dal parco a Wilkowice, come la maggior parte delle strutture di questo tipo sul territorio della provincia di Rawa, costituisce propriatà privata. L’attuale proprietaria, Marta Kaczkowska, lo ha acquistato all’asta pubblica di Rawa Mazowiecka nel 2006 insieme a 2,01 ha di parco. Il palazzo ha acquisito una proprietaria che ha studiato arte, pedagogia, diplomazia e agricoltura, la cui formazione multidisciplinare e la cui esperienza permettono di creare una armoniosa visione del futuro e di progettare lo sviluppo della Dimora nobiliare, creano le condizioni per realizzare una missione.

Sono stati acquistati ulteriori terreni adiacenti al palazzo: 11,11 ha nel 2007, 0,12 ha nel 2008 e 5,18 ha nel 2009. Alla fine è stata creata una residenza dalla superficie di 18 ha composta da:
1. Parco paesaggistico (dalla metà del XIX sec. su progetto di Stefan Celichowski – nel registro dei monumenti al numero 481);
2. Campo ecologico ( destinato alla coltura di ortaggi ed erbe);
3. Prati;
4. Stagni;
5. Vigneti;
6. Frutteto;
7. Boschetto con acacie e con la radura;
8. Terreni incolti (alberati);
9. Spiazzo di servizio;
10. Dimora nobiliare;
11. Edifici dipendenti.







1) Piotr Solle, Provincia di Rawa. Guida turistica, Łódź 2010

2) Marian Rożej in base a:
Archivio Statale di Rawa Mazowicka. Elenco ipoteche, n. 873 e Beni di Wilkowice AB n.43;
G.Ciołek, W. Plapis, Materiali per il Dizionario degli autori dei giardini polacchi, PWN, 1968;
Z. Matuszewski, Provincia di Rawa Mazowiecka, Rawa Mazowiecka, 1929;
Dizionario Biografico Polacco a cura di W. Konopczyński, Cracovia;
Dizionario Geografico del Regno della Polonia e di altri Paesi slavi a cura di F. Sulimierski, B. Chlebowski, W. Walewski, Varsavia 1902

3) A. Anders – Nowakowska, figlia del Gen. Anders „Mój Ojciec Generał Anders, Oficyna Wydawnicza RYTM, Varsavia 2007, pag. 98

4) A. Anders – Nowakowska, „Mój Ojciec Generał Anders”, Oficyna Wydawnicza RYTM, Varsavia 2007, pagg. 99-100.


© 2011 Dwór Wilkowice